Il redditometro - DR.SALVATORE BRAY - DR.MARIA RITA BRAY Studio commerciale, tributario, lavoro

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Il redditometro

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RAMBO 2 : IL RITORNO (DEL REDDITOMETRO)


Lo strumento che aveva fatto tremare i polsi a tutti i contribuenti italiani qualche anno fa, pareva scomparso.
Con le tre ultime Finanziarie è tornato alla ribalta e pare davvero deciso il suo massiccio utilizzo in quanto ritenuto lo strumento più affinato per conoscere la reale capacità contributiva di un soggetto se messo in relazione agli elementi di spesa che gli derivano dal possesso di determinati beni o di determinati servizi goduti.
I prodromi di questa operazione di "riscoperta" di questo strumento, ideato come mezzo di contrasto all'evasione, si erano visti con la Finanziaria 2005 (L. 331 del 30/12/2004) e nel corso dell'anno 2005 con una tempesta di provvedimenti, succedutisi con rapida continuità, per l'aggiornamento dei coefficienti dal 2000 al 2005, che ci hanno confermata la sensazione che si volesse fare "sul serio".

Vecchissima la nascita di questo mezzo (DPR 600/73) che però fu reso operativo solo attraverso la pubblicazione delle tabelle e dei coefficienti con i DM 10/9/92 e DM 19/11/92.

L'utilizzo molto parsimonioso del Redditometro, dal 1992 ad oggi, da parte dell'Amministrazione è sicuramente imputabile al suo carattere fortemente presuntivo che lo rendeva tra i più idonei ad essere contestato e di possibile riporto ad un più che percorribile contenzioso di ripulsa da parte del contribuente accertato con questo metodo.
Tuttavia, negli ultimi tre o quattro anni, numerose articolate sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale sono intervenute a favore dell'Amministrazione.

Si può affermare, quindi, con una certa dose di facile divinazione che, come confermato dalla progressione degli ultimi interventi di considerevole fermezza legislativa atti a stanare gli evasori, questo strumento (insieme agli "Studi di settore" ed alle Metodologie di Controllo), sarà utilizzato con determinazione.
Il controllo col"redditometro" per l'Amministrazione, tra l'altro, risulta estremamente semplice grazie all'incrocio telematico dei dati che può reperire dalle varie Banche dati (Motorizzazione, Catasto, Registro, etc.) con le quali è ormai collegata in modo armonico e costante.

Il Redditometro si basa su due ordini di presunzioni:

  1. La prima presunzione collega il possesso del bene, o più correttamente la titolarità dell'indice di capacità contributiva, alla spesa necessaria per mantenerlo.
     Al possesso, ad esempio, di una residenza di lusso o di una barca da diporto, si fa corrispondere l'esistenza di capacità contributiva per il sostentamento delle spese per il mantenimento di tali beni.
     Si tratta di una presunzione legale relativa, ossia prevista dalla legge, ma che ammette prova contraria.
  2. La seconda presunzione pone una relazione tra spesa e reddito, nel senso che se sussiste un onere, il contribuente, per il mantenimento del bene deve necessariamente possedere il reddito per coprirne la spesa. Si tratta, in questo caso, di una presunzione di tipo semplice, nel senso che da un fatto noto (esistenza della spesa) si risale ad un fatto ignoto

Le presunzioni poste a base del redditometro sono soltanto relative e non assolute.
Infatti, nulla impedisce al contribuente di dimostrare la provenienza del reddito da fonti di entrata non rilevanti ai fini delle imposte, oppure per evidenziare che gli indici di spesa utilizzati sono decisamente in contrasto con la reale spesa sostenuta.
L'Ufficio determina il reddito in relazione agli elementi indicatori di capacità contributiva quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto a tali elementi per due anni o più anni e con uno scostamento di oltre il 25%.

GLI INDICI ED IL CALCOLO

Gli indici di capacità contributiva sono rilevati in base al possesso dei seguenti beni o al sostenimento delle seguenti spese:

  1. Aeromobili
  2. Navi e imbarcazioni da diporto
  3. Autoveicoli
  4. Altri mezzi di trasporto a motore
  5. Roulottes
  6. Residenze principali e secondarie
  7. Collaboratori familiari (da non confondere con i collaboratori dell'impresa familiare)
  8. Cavalli da corsa o da equitazione
  9. Assicurazioni di ogni tipo (escluse quelle relative all'utilizzo di veicoli a motore, quelle sulla vita e quelle contro gli infortuni e malattie)

Il DM del 10 settembre 1992 tiene conto di quote di reddito fisse per ciascun bene più una serie di coefficienti ed illustra il calcolo per misurare sinteticamente il reddito.
A tale proposito invito a leggere: Carla Frigieri Franzelli - "Piano di prevenzione e contrasto all'evasione", Italian Dental Economist 5/2005, Masson editore. L'analisi è divisa in tre parti reperibili in www.ideco.info.

PER IL CALCOLO


Si moltiplica ciascun importo per il rispettivo coefficiente indicato nella tabella.
I valori ottenuti si sommano, usando i seguenti criteri:

   * il valore più elevato è considerato per intero
   * il secondo valore è ridotto del 40%
   * il terzo valore è ridotto del 50%
   * il quarto valore è ridotto del 60%
   * tutti i valori successivi sono ridotti dell'80%

L'ammontare del valore ridotto non deve mai essere inferiore all'importo quota base di reddito , per ciascun bene, indicato nelle tabelle, aggiornate periodicamente insieme ai coefficienti. All'importo deve anche essere aggiunto l'eventuale incremento patrimoniale derivante, ad esempio, dall'acquisto di un immobile e la spesa sostenuta per il realizzo si presume derivi da redditi conseguiti in quote costanti nell'anno in cui è stata effettuata e nei cinque precedenti. Come dire che per acquistare un bene si deve avere dichiarato negli ultimi cinque anni precedenti redditi tali che abbiano consentito di accantonare per giungere all'acquisto.

LA DISPONIBILITA' SECONDO IL REDDITOMETRO


L'art. 2, comma 1 del DM 10 settembre 92 stabilisce che:
" I beni e i servizi si considerano nella disponibilità della persona fisica che a qualsiasi titolo o anche di fatto utilizza o fa utilizzare i beni o riceve o fa ricevere i servizi o fa ricevere i servizi ovvero sopporta in tutto o in parte i relativi costi (integrale dalla norma)."
Tradotto semplicemente vuol dire che si considerano nella disponibilità della persona i beni e i servizi di cui si sopportano, in tutto o in parte, i relativi costi.
Quindi vale la situazione di fatto ed il classico esempio che la stessa Amministrazione ha più volte esposto è quello relativo al figlio, senza alcun reddito, magari studente, a cui è stata intestata un' autovettura. Questa auto è da considerarsi nella disponibilità dei genitori.
I beni relativi all'attività d'impresa o arte e professione non si considerano nella disponibilità della persona fisica (l'auto del professionista, che si presume di uso promiscuo, si considerava per la metà ai fini del redditometro. Ora con la nuova detraibilità portata al solo 25% dovrebbe essere considerata al 75%; il rimanente 25% verrà considerato nell'ambito dei controlli presuntivi del reddito dell'attività utilizzando i Parametri o gli Studi di settore).

REDDITOMETRO "A TEMPO"

Cassazione - Si all'uso di parametri successivi, ma non se alzano il reddito- In linea generale l'applicazione dei nuovi coefficienti ha un valore soltanto indiziario. Con la sentenza n.10028 del 29 aprile 2009 la Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un avviso di accertamento recapitato a rettifica del reddito relativo ad un anno precedente. L'Amministrazione aveva proceduto, ai sensi dell'art. 38 comma 4 del D.p.r. n. 600/73, alla revisione del reddito dichiarato da una persona fisica impiegando il redditometro. Il contribuente aveva impugnato l'accertamento, contestando l'applicazione dei decreti del 1992 ai redditi del 1989. Successivamente l'Amministrazione ha contestato le conclusioni della Commissione tributaria d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che, in linea generale, i coefficienti presuntivi applicati ai fini del redditometro e contenuti in decreti successivi rispetto all'anno di imposta accertato, sono legittimamente utilizzabili non rappresentando applicazione retroattiva di norme. Tuttavia, allorquando l'applicazione di coefficienti contenuti in decreti successivi porti alla determinazione di un reddito superiore rispetto a quello che si determinerebbe applicando le norme anteriori, allora questi costituiscono una modifica sostanziale alla legislazione precedente e pertanto non possono avere applicazione retroattiva. (11.05, Norm

Redditometro valido anche per annualità alterne: Sentenza della Cassazione


Con Sentenza n. 237/09, la Corte di Cassazione si è espressa in tema di accertamenti sintetici tramite applicazione del redditometro.

Secondo la Suprema Corte, è legittimo l'accertamento induttivo da parte dell'Ufficio quando il reddito dichiarato dal contribuente non risulta congruo per due o più periodi d'imposta, ma dall'interpretazione dell'art. 38, DPR. n. 600/1973, non è possibile desumere che i due periodi d'imposta debbano essere necessariamente consecutivi né anteriori a quello in cui si effettua l'accertamento.

Pertanto, l'applicazione del redditometro è valida anche nel caso di annualità fiscali alterne e non solo consecutive.

L'Agenzia delle Entrate ha sottolineato piu' volte in queste settimane che per il triennio 2009-2011 verrà impiegato lo strumento del redditometro per un piano straordinario di controlli finalizzato alla determinazione sintetica del reddito. Hanno priorità nella scelta delle posizioni da controllare i contribuenti che non evidenziano nella dichiarazione dei redditi alcun debito di imposta e che contestualmente, presentano elementi indicativi di capacità contributiva. Il redditometro verrà affiancato ove necessario dalle indagini bancarie fondamentali per scoprire redditi non dichiarati e non spesi.


 
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